Ma un detenuto quanto costa allo Stato?

Le paghe dei detenuti sono rimaste immutate, ma sono letteralmente raddoppiate le spese di mantenimento che devono rimborsare allo Stato. Dal 7 agosto 2015 ogni detenuto paga da 1,62 a 3,62 euro al giorno.

L ’articolo 2 dell’Ordinamento penitenziario stabilisce che ogni detenuto deve rimborsare allo Stato una quota di mantenimento per ogni giorno di pena scontata in regime di carcerazione, dal momento in cui la condanna diventa definitiva. La suddetta quota comprende i costi di vitto (colazione, pranzo e cena) e vettovagliamento e nel 1975 la legge la fissò a circa 3.130 lire al giorno che oggi equivalgono a 1,64 euro. Fino ad agosto 2015 non era mai mutata, ma non erano mai aumentati neppure i compensi per i detenuti alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria. Adesso le paghe dei detenuti sono rimaste immutate, ma sono letteralmente raddoppiate le spese di mantenimento che devono rimborsare allo Stato. Il 7 agosto 2015 infatti, un decreto del ministero della Giustizia ha ricalcolato il mantenimento ai valori attuali portandola a 3,62 euro giornalieri. Dunque, tutti i detenuti definitivi fino al 7 agosto 2015 hanno dovuto pagare allo Stato 1,62 euro per ogni giorno di carcerazione scontato fino a quel momento, circa 50 euro per ogni mese di carcerazione, ossia circa 590,76 euro per ogni anno passato in carcere. Dal 7 agosto 2015, ogni detenuto paga allo Stato 3,62 euro per ogni giorno di carcerazione che equivale circa a 112 euro al mese, esattamente 1.321,30 euro l’anno. Se il detenuto lavora in carcere la quota di mantenimento gli viene automaticamente defalcata dalla busta paga dallo Stato. Attenzione però: il detenuto dovrà comunque pagare allo Stato la quota di mantenimento per tutto il periodo della detenzione, compresi i periodi in cui non ha lavorato. Se su una carcerazione di cinque anni, ne lavoro due, lo Stato preleverà la quota di mantenimento per due anni lavorativi, ma il detenuto dovrà pagare la quota anche per i restanti tre anni. La quota viene comunicata al detenuto tramite una cartella di Equitalia al termine del periodo di detenzione.

Leggi l’articolo per intero: Rivista “Carte Bollate” dic 2015

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