Concerto di musica tradizionale irlandese con la Shamrock Band

10945543_10204659493460494_397018905462090008_nProgetto Liberazione nella Prigione e la C.d.R. di Milano Bollate con la Commissione Cultura hanno presentato il concerto di musica tradizionale irlandese con la Shamrock Band.

L’evento si colloca all’interno degli incontri organizzati in occasione delle Festival Francescano.

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Insegnamenti della Ven. Robina Courtin

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La fondatrice di Liberation Prison Project visita per la prima volta l’Italia visitando i maggiori centri buddhisti nazionali e Progetto Liberazione nella Prigione con tutti i suoi volontari. L’occasione consente anche di organizzare una giornata nella Casa di Reclusione di Milano Bollate. Robina rimane subito colpita da una peculiarità del Progetto in Italia che lo caratterizza rispetto a quello americano o australiano: la centralità del rapporto diretto tra i volontari e i detenuti attraverso la presenza costante nelle carceri. In America è molto difficile riuscire ad avere i permessi per entrare in carcere sia per l’organizzazione estremamente rigida che per le grandi distanze sul territorio. Allo stesso modo è quindi difficile immaginare ritiri, corsi, eventi come quelli creati da PLP in Italia. Oltre oceano è molto più sviluppata la corrispondenza epistolare (circa 25.000 lettere al mese)  e la donazione di libri alle biblioteche degli Istituti: “Uno stesso libro può passare nelle mani di moltissime persone senza richiedere nessun intervento dall’esterno; i detenuti in America non hanno nulla e le pene sono severissime e lunghissime: anche solo poter avere un libro è molto”.

Ven. Robina Courtin è una monaca energica e dal piglio deciso, parla in modo diretto ed estremamente pratico. Progetto Liberazione nella Prigione ha avuto la possibilità di confrontarsi con lei anche durante la serata organizzata presso il centro Mindfullness di Milano. Qui racconta la storia di una donna incarcerata con il marito per un delitto che non avevano commesso. Il marito era stato già giustiziato e a lei non rimaneva che attendere ancora anni primi di scoprire il suo destino. Ad un certo punto realizza una verità semplice ma fondamentale e rivoluzionaria: “Se non è possibile cambiare le cose fuori, posso però cambiare me stessa. Da dove posso iniziare? Dal mio modo di pensare”.

Robina Courtin è una monaca Buddhista di tradizione tibetana. Negli anni 60 era impegnata attivamente nei movimenti femministi e dal decennio successivo iniziò ad occuparsi anche dei diritti dei detenuti nelle carcere americane e australiane. Fu la direttrice editoriale delle pubblicazioni Wisdom fino al 1987 ed Editrice di Mandala fino al 2000. Nel 1996 ha fondato Liberation Prison Project, occupandosi di consigli spirituali ed insegnamenti attraverso corrispondenza, libri e materiali di studio nei confronti di persone detenute ed interessate ad esplorare e praticare Buddhismo.

Insegnamenti di Bhante Sujiva

Insegnamenti di Bhante Sujiva nella Casa di Reclusione di Milano Bollate.

Ho il sacro diritto a essere in pace. Apro il mio cuore alla pace. Permetto alla pace di entrare. Permetto alla pace di stabilirsi. Possa io essere in pace. Possa io essere in pace.

bio_sujuvaBhante Sujiva è un monaco Theravada che ha dedicato gli anni della sua gioventù allo studio e alla pratica della meditazione vipassana, per poi dedicarsi all’insegnamento nel suo paese d’origine, la Malesia. Dal 1996 conduce ritiri e insegnamenti in tutto il mondo. Negli ultimi anni si è stabilito nel nord Italia, nel centro di meditazione di Pian dei Ciliegi. Sujiva ha anche scritto e pubblicato alcuni libri sull’argomento della meditazione, l’ultimo dei quali è appena stato pubblicato e che si intitola “The tree of wisdom, the river of no return”, oltre ai libri dedicati alla meditazione ha publicato diversi libri di poesia buddhista.

Incontro con Frate Alessandro

news_2014_ale“Non sono un cantante che che fa il frate ma un frate a cui piace cantare”. Così si è presentato Frate Alessandro a circa 30 persone detenute all’interno delle mura della C.d.R. di Milano Bollate. Frate Alessandro è il primo frate ad aver firmato un contratto discografico con una delle principali etichette discografiche mondiali. Il suo album di debutto si intitola La voce da Assisi ed è stato pubblicato il 15 ottobre del 2012. Coerentemente con il suo voto di povertà, ha rifiutato di ricevere un compenso pecuniario per la vendita dell’album. I proventi andranno, invece, all’Ordine dei Frati Minori in qualità di ente di beneficenza registrato, per sostenere le opere di carità realizzate dai francescani in varie parti del mondo.
E’ la prima volta che Frate Alessandro entra all’interno di un carcere, non è venuto per cantare ma per condividere la propria esperienza umana e e personale. Parla del suo lungo dialogo con Dio, a volte anche burrascoso. Frate Alessandro comunica emozioni intense, parla del suo incontro con la musica e del suo avvicinarsi alla vocazione.
Una parte dell’incontro ha visto protagonista Giuseppe Bruno, caro amico e compagno nell’amore per la musica. Un rapper che incanta con i suoi video ma soprattutto col messaggio che i suoi testi portano.

L’evento si colloca all’interno degli incontri organizzati in occasione delle Festival Francescano.

Insegnamenti di Ghesce Tenkyong

news_2014_tProgetto Liberazione Nella Prigione ha invitato presso la C.d.R. di Milano Bollate Ghesce Lobsang Tenkyong che ha parlato alle persone detenute delle tecniche e dei modi con cui sviluppare una mente consapevole e compassionevole, il primo passo per raggiungere la felicità e dell’importanza del dialogo.

Di fronte ai problemi pregare non basta: succede qualcosa e subito alziamo gli occhi al cielo o ci prostriamo e invochiamo l’aiuto di qualche divinità o Buddha. Ma a che serve ormai? Il problema si è creato prima in noi, nel nostro modo di pensare, e solo dopo si è manifestato all’esterno: ma a quel punto agire è tardi, ciò che conta è lavorare su di noi perchè non accada di nuovo.
Ghesce Lobsang Tenkyong

L’evento si colloca all’interno della cornice degli incontri organizzati a livello mondiale dalla FPMT (Fondazione per la Preservazione della Tradizione Mahayana) nell’anno della Compassione.

news_2014_tenVen. Ghesce Lobsang Tenkyong è nato nella regione tibetana del Kham. Costretto all’esilio in India, nel 1982 ha proseguito gli studi presso l’Università monastica di Sera Je divenendo un Geshe Lharampa, il più alto titolo di studi conseguibile all’interno della tradizione gelug-pa. Ha insegnato nel  Centro Tara Cittamani  di Padova  e dal  gennaio 2009  è residente nel Centro di Caorso.

Insegnamenti del Monaco Raffaello Longo

news_2014_rafIl monaco Raffaello Longo, accompagnato dai volontari di Progetto Liberazione nella Prigione e da alcune persone tornate in libertà, raggiunge la C.d.R. di Milano Bollate per una giornata di insegnamenti, meditazione e confronto con le persone presenti.

Hanno colpito tutti la serenità e la semplicità delle parole del Monaco. Ecco alcuni commenti delle persone detenute presenti:

“Se uno fa un percorso per essere più sereno e poi ha il muso lungo, che senso ha avuto?”

“Ciò che mi ha colpito di più è stata la meditazione camminata, l’avevo fatta altre volte ma mai così, associando i passi a compassione e amore”

“Non so cosa mi aspettassi, ma quello che ho trovato è stato bellissimo. Una persona semplice, un vecchio saggio che ha fatto un percorso di vita e lo vuole comunicare, sono stato felicissimo”

L’evento si colloca all’interno della cornice degli incontri organizzati a livello mondiale dalla FPMT (Fondazione per la Preservazione della Tradizione Mahayana) nell’anno della Compassione.

Insegnamenti di Lama Ciampa Monlam

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Lama Ciampa Monlam, assieme alla nipote e traduttrice Monaca Anila Tenzin Tsomo, ha incontrato più di 70 persone detenute nella C.d.R. di Milano Bollate. E’ la prima esperienza di Lama Monlam in carcere ma intrattiene il pubblico per quasi due ore senza freni. Parla di come addestrare la mente, di come superare gli errori commessi per non consapevolezza o ignoranza e di come renderci conto della interconnessione con tutti gli esseri viventi e di come questo influenzi totalmente noi e le nostre vite.

In chiusura Lama Monlam ha visitato anche la stanza riservata a Progetto Liberazione nella Prigione all’interno del Settimo Reparto, dove tutto prese avvio ormai diversi anni fa, ed ha trascorso alcuni importanti momenti di confronto con i volontari dell’Associazione.

L’evento si colloca all’interno della cornice degli incontri organizzati a livello mondiale dalla FPMT (Fondazione per la Preservazione della Tradizione Mahayana) nell’anno della Compassione.

Voi avete incontrato molti grandi Maestri, ebbene io sono un semplice monaco . Perché vengo come insegnante? Alcuni dei miei amici mi hanno detto che, essendo stato in ritiro per molti anni, potrei dare essere di esempio e dare dei consigli che possono aiutarli nella vita. Così ho pensato che poiché pratico per aiutare altri, se le mie parole e i miei consigli possono aiutare la gente allora ho realizzato il mio scopo. Persino il mio Maestro il Dalai Lama, mi ha detto che se puoi aiutare anche solo una persona questo è il vero scopo dell’esistenza. Così sono contento di essere qui a condividere con voi la mia esperienza.
Lama Monlam

Lama Ciampa Monlam nasce in Tibet nel 1926 da una famiglia di nomadi. All’eta di 4 anni entra nel monastero Tsecioling dove acquisisce il titolo di “Maestro di cerimonia”. Nel 1962 a causa dell’invasione Cinese fugge dal Tibet, si rifugia prima in India e poi in Nepal. Nel 1972 decide di dedicarsi intensamente alla meditazione. I primi 9 anni di ritiro li trascorre in una minuscola capanna sulla collina di Swayambu successivamente, invitato da alcuni discepoli Nepalesi, si sposta a vivere e meditare vicino a Katmandu dove risiede tutt’ora. A meta’ degli anni 90 comincia ad avere discepoli occidentali e diventa guida spirituale di una scuola sperimentale per bambini disagiati con sede a Sarnat e Bodhgaya nel nord dell’India.  Dal 2005 e assistito e tradotto (parla solo tibetano) dalla nipote Anila Tenzin Tsomo del monastero di Kopan. 

Presentazione del film: Come un granello di sabbia

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Progetto Liberazione nella Prigione presenta la visione del film documentario ‘Come un granello di sabbia‘, realizzato in occasione della realizzazione del Mandala costruito da monaci tibetani nel carcere di Milano Bollate. Il film presenta non solo immagini uniche della realizzazione del Mandala ma anche interviste esclusive ai volontari di Progetto Liberazione nella Prigione e ad alcune delle persone detenute che seguono i corsi di meditazione.

Insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama (in diretta streaming)

Progetto Liberazione nella Prigione e la Direzione della Casa di Reclusione di Milano Bollate hanno presentato, per la prima volta in un carcere italiano, la diretta streaming degli Insegnamenti di S.S. il Dalai Lama presso il Modigliani Forum di Livorno nei giorni 14-15 giugno 2014.

Emozionanti, per noi volontari ma soprattutto per le persone detenute, le parole udite durante la diretta:

“…e salutiamo i detenuti che ci stanno guardando da Milano Bollate…”