Corrispondenza epistolare

Una delle attività che scandisce il tempo da trascorrere in cella è la scrittura: si scrive con molta continuità ai propri parenti ed amici, al proprio referente religioso o ad associazioni religiose/culturali che si prefiggono di iniziare un contatto epistolare per alleviare la sofferenza, consolare, fornire considerazioni filosofiche/spirituali adatte a chi riceve.
All’interno dello staff di Liberation Prison Project sono presenti soci che si occupano di mantenere un contatto epistolare con persone detenute con due accezioni ben distinte: un supporto esistenziale-spirituale e un supporto a persone che hanno deciso di intraprendere un corso di studi strutturato all’interno della spiritualità buddhista. In questo ultimo caso, il membro della Onlus assume la caratteristica di tutor, rispondendo a domande e fornendo spunti di approfondimento.
Nel corso degli anni è accaduto che alcune persone detenute abbiano iniziato una lunga corrispondenza anche in assenza di un gruppo organizzato presso il carcere che li ospita, oppure, diversamente, si sono giovate di un ulteriore sostegno, parallelo alla frequentazione in gruppo.  In tutti questi casi, la rispondenza è stata molto positiva.

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