Liberation Prison Project nel mondo


Liberation Prison Project Italia fa parte di una rete di Onlus internazionali: Liberation Prison Project. Il progetto è iniziato nel 1996, grazie ad una lettera di Arturo Esquer, un giovane ex-gangster, messicano-americano condannato a tre ergastoli in uno dei carceri di massima sicurezza della California. Arturo aveva letto “Introduzione al Tantra” un libro di Lama Yeshe, ed era rimasto molto colpito dalle sue parole sulla compassione. Chiedeva di ricevere, se possibile, regolarmente la rivista “Mandala” della Fondazione FPMT (Fondazione per la preservazione della tradizione mahayana).
logo_startVen. Robina Courtin, in quel momento direttrice del Mandala, risposte inviando la rivista e alcuni libri. E successivamente visitò il carcere stesso, dando rifugio allo stesso Arturo. Non molto tempo dopo, altre persone dello stesso Istituto iniziarono a scrivere a Ven. Robina.
Entro la metà del 1997, 40 prigionieri provenienti da tutti gli Stati Uniti – i quali avevano sentito parlare di lei attraverso il passaparola – hanno iniziato a scrivere e ricevere consigli spirituali da Ven. Robina. Molti hanno anche richiesto visite, di prendere rifugio e i Voti da laico.
Nel 2000, il progetto si costituisce come organizzazione no-profit negli Stati Uniti e con la benedizione di Lama Zopa Rinpoce, è diventato ufficialmente un progetto di servizio sociale affiliato alla FPMT.
Nel 2001, dopo il successo del film Chasing Buddha, un documentario sulla vita e l’opera di Ven. Robina, nasce una diramazione della Onlus anche in Australia.
Successivamente nascono altri progetti in Spagna, MessicoMongolia, Nuova Zelanda,
Nel 2013 anche in Italia.

Qui ci sono persone i cui bisogni sono forti, se non disperati, che sono chiaramente in situazioni in cui hanno poco potere sulla propria vita. La maggior parte, a quanto pare, non ha niente e nessuno a cui rivolgersi. Come non intervenire?
Ven. Robina

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